lunedì 15 settembre 2008

Di Pietro lancia l'OPA al Pd

Non solo la leadership e il candidato presidente imposti al Pd, ma soprattutto una vera e propria Offerta Pubblica d’Acquisto all’elettorato di Veltroni e D’Alfosno. Obiettivo: divenire il primo partito del centrosinistra abruzzese. Le condizioni per l’incredibile colpo ci sono tutte. La candidatura di Carlo Costantini potrebbe significare la creazione mediatica di una alleanza non più e non solo etichettabile come di centrosinistra, ma di un vero e proprio “Polo della Legalità”. Aperto alla collaborazione della sinistra più radicale, con l’esclusione dell’Udc. Ma soprattutto con la probabile discesa in campo virtuale, ma mediaticamente reale, di Beppe Grillo attraverso una sua lista ufficiale. Operazione vincente? È presto dirlo, visto che ancora non si conoscono le forze in campo nel centrodestra, ma poco importa. Per il momento quello a cui davvero punta Di Pietro è l’effetto mediatico di carattere nazionale che la mossa sta già provocando: Veltroni spiazzato e prime aperture di esponenti del Pd, Parisi fra tutti, al progetto locale e nazionale dell’Idv. L’operazione sorpasso ai danni dello stesso Pd in termini di consenso elettorale potrebbe essere più che un azzardo un progetto dunque realizzabile. Tutto in un quadro di crescita del partito in vista delle europee di primavera e per “conquistare” la vera leadership della opposizione al governo Berlusconi in vista dei futuri appuntamenti elettorali.

Di Pietro come sempre si muove con scaltrezza, e poco importa che l’Idv facesse parte del governo Del Turco. Il tema mani pulite è un marchio registrato di proprietà del leader dell’Idv. Ogni volta che una procura indaga, arresta e processa la classe dirigente o politica, Di Pietro corre in soccorso del popolo tradito e della democrazia ferita. E anche in Abruzzo il silenzio reticente del Pd nel sostenere e difender Del Turco al momento dell’arresto ha prodotto una debolezza strutturale del partito di Veltroni dinnanzi alla opinione pubblica, che si è ora tradotta in una incapacità di governare i rapporti con gli alleati. Di Pietro ha saputo assumere su di sé la piena legittimazione “morale e politica” di “governare” la coalizione, in assenza di una capacità da parte del Pd di gestire con coerenza questo drammatico evento.

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