sabato 27 settembre 2008

Scelli o Chiodi? Berlusconi ha già scelto!

Maurizio Scelli o Gianni Chiodi? Silvio Berlusconi la settimana prossima dovrà decidere fra questi due nomi il futuro candidato alla presidenza della regione Abruzzo. Nel tavolo regionale del centrodestra presieduto dal senatore Quagliariello di ritorno dagli Usa è emersa l’esigenza di trovare una sintesi unitaria fra i maggiorenti di Forza Italia e mettere nelle condizioni il Presidente del Consiglio di scegliere fra quelli che fin dall’inizio erano considerati dal leader azzurro le due più valide alternative per il delicato incarico.

A favore di Scelli c’è l’indubbia consuetudine con Berlusconi. La “notorietà” nazionale del personaggio, una certa dimestichezza con il mondo cattolico e vaticano in particolare. Chiodi al contrario non ha mai incontrato personalmente il leader azzurro. Eppure sul tavolo del Cavaliere da almeno 4 settimane sono adagiati dossier e sondaggi settimanali che delineano dell’ex sindaco di Teramo il profilo di un candidato autorevole, innovativo e percepito come abile amministratore.

Berlusconi è uomo pragmatico e deciderà in base alle reali opportunità di vittoria che i due papabili hanno. Sa che occorre offrire agli abruzzesi il candidato “migliore” in questo particolare momento, senza considerare i problemi in casa Pd che rendono solo sulla carta più facile la partita. Ma Berlusconi è anche un uomo che del legame affettivo con i propri più fidati sodali ha fatto una ragione di vita professionale e politica. Scelli ha rivestito ruoli importanti mediaticamente nel precedente governo Berlusconi, su tutti l’operazione in Iraq che lo ha visto protagonista nella liberazione delle due Simona; ma ha anche fallito appuntamenti squisitamente politici, come quando a Firenze organizzò un evento rivelatosi un grande flop dal punto di vista mediatico a causa della scarsa partecipazione di sostenitori.

Lo stesso Scelli è consapevole che il pericolo più grande per lui è rappresentato da Gianni Chiodi; non lo ha tenuto nascosto e le uscite pubbliche, con riferimenti critici alla modalità di scelta del candidato presidente e al grande affollamento dei possibili candidati, sono apparse in realtà attacchi mirati proprio contro ’ex sindaco di Teramo. Quest’ultimo in realtà ha passato, dopo le dimissioni, un mese di settembre in gran silenzio. Nessuna intervista, nessun intervento pubblico, qualche gentile risposta a telefonate dei giornalisti locali e dei giornalisti delle testate nazionali che hanno iniziato ad ascoltare rumores romani su questo nuovo nome della politica abruzzese.

Del resto quello che conta in questa partita è avere le carte in regola per poter essere considerati degni della candidatura. Il dossier Chiodi è sulla scrivania di Berlusconi, il dossier Scelli è invece nella testa e nella memoria del leader azzurro. Probabilmente la scelta è già stata fatta, ma in caso di dubbio finale, una parola decisiva per l’uno o per l’altro potrebbe arrivare dall’insostituibile Gianni Letta.