Il Pd cerca di uscire dall’empasse in cui si trova dopo la vicenda dall’arresto del governatore Del Turco e la conseguente strategia d’attacco di Di Pietro. Lo fa lanciando l’idea delle primarie, attraverso una intervista all’europarlamentare Lolli a Il Centro. Far scegliere agli elettori il candidato presidente fra tutti i partiti del blocco antigovernativo. Due in sintesi gli elementi decisivi per l’operazione: un accordo amplissimo dall’Udc ai partiti della sinistra radicale e “costringere” Di Pietro a far partecipare il suo candidato Carlo Costantini al gioco delle primarie.
L’operazione appare disperata e avviata all’aborto, soprattutto perché non affronta alcuni dei nodi decisivi nel rapporto fra i partiti del centrosinistra e in particolare nel rapporto fra Veltroni e Di Pietro. Innanzitutto la questione morale posta con forza dall’Idv. Nessun candidato inquisito, dice Di Pietro. Ovvero i big del Pd abruzzese fuori dalle liste del centrosinistra e di conseguenza le urne vuote dei loro tantissimi voti per il partito di Veltroni. In secondo luogo la necessità di allargare la coalizione del centrosinistra, se da un lato rappresenta per il Pd una scelta obbligata per poter tentare la disperata impresa di una vittoria, dall’altro non fa i conti con le resistenze dei partiti radicali, che di aver in squadra gli uomini di Casini non hanno nessuna voglia. Inoltre non tiene conto della volontà di Di Pietro, non tanto di conquistare la poltrona di governatore, quanto di far divenire l’Idv il partito di riferimento del centrosinistra in Abruzzo. Cosa più facilmente ottenibile con un proprio candidato presidente o in coalizione con il Pd o anche in sfida diretta contro il partito dell’inquisito Del Turco.
Dinnanzi al Pd resta una strada strettissima: sfidare Di Pietro per salvare una propria identità e autonomia politica, consci della sicura sconfitta elettorale, o piegarsi alle volontà del leader dell’Idv per tentare di conservare la regione, ma con il rischio di subire un umiliante sorpasso numerico da parte dello stesso Di Pietro e ritrovarsi eventualmente come governatore Carlo Costantini che del segretario regionale del Pd e sindaco di Pescara Luciano D’Alfonso è un acerrimo nemico.
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